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Può un sogno essere riassunto?

2017-01-18T19:03:21+00:00 Categories: Eventi, News, Non categorizzato, Team, Team Blog, Team Crew|

Eccomi rientrato a casa. Questa volta, non vi scrivo da un computer di un internet caffè di qualche paesino immerso nella cordigliera delle Ande, o sperduto tra le vaste spiagge cilene, che spaziano e riempiono tutto il campo visivo circostante. Bensì dal mio paesino Valsesiano, nel quale sono ormai da due settimane. Faccio ancora molta fatica a riabituarmi all’idea che sia tutto finito, o meglio messo in pausa, e che debba ormai ritornare difficilmente alla mia routine quotidiana dopo aver vissuto un avventura cosi meravigliosa e intensa. Un esperienza che mi ha cambiato nel profondo. Un viaggio che è stato allo stesso tempo geografico ed interiore. Un vissuto che mi ha arricchito e scaldato il cuore.

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In questo articolo, vorrei cercare, per quanto sia possibile, di riassumere le mie peripezie vissute nell’arco dei due mesi passati in terre cilene, raccontarvi la trasformazione e la creazione del mio personaggio vagante e nomade, e cercare di tramandarvi un pizzico dell’atmosfera e dell’energia che si può sentire sulla pelle viaggiando in quella meravigliosa parte di mondo.

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1)Un pò di numeri:

Grazie alla buona abitudine finalmente interiorizzata di annotare su un carnet qualche informazione ogni sera, posso in buona fede comunicarvi di aver percorso all’incirca 4000km in poco meno di due mesi. Ho cambiato 2 macchine, passando dalla mia stanca ma meravigliosa Fiat Tempra ad una mostruosa macchina da guerra chiamata Nissan Pick-up, che mi ha permesso di sfrecciare agilmente su tutte le strade sterrate e raggiungere qualsiasi fiume avessi la voglia di remare. Ho dormito una 15ina di volte in un letto, altrettante sbattuto su un divano a casa di sconosciuti presto trasformati in amici, e il resto del tempo in macchina, tenda, per terra a guardare le stelle o sulla spiaggia di un fiume. Ho disceso 20 percorsi su 12 fiumi diversi, passando 47 giorni con il sedere dentro una canoa, che sia stata da fiume, da gioco o da surf. Conosciuto all’incirca un centinaio di persone diverse, remato con una cinquantina, trovato 4 o 5 persone che posso, con il cuore in mano, chiamare fratelli. Ho piazzato la bellezza di 17 canoe in giro per il Cile, tra chi le ha prese o chi ha scelto di prenderle. Mi sono introdotto nel mercato delle barche cileno con facilità e professionalità, riuscendo soprattutto a creare una visione positiva, dinamica e simpatica del brand che mi ha sponsorizzato questa avventura. Soprattutto, ho goduto e vissuto tutti i 61 giorni di viaggio, ricevendo ogni mattina una dose inspiegabile di energia pura che mi accompagnava fino alle ore del crepuscolo, passato la maggior parte delle volte in ottima compagnia, brindando alla vita.

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2)Il mio personaggio:

Sarò totalmente sincero con voi. Quello che ha reso questo viaggio davvero unico e irripetibile fu la scelta premeditata di giocare il più possibile durante la mia permanenza in Cile. Giocare a tantissimi giochi diversi. Il primo e il più divertente di tutti fu senza dubbio quello di creare un personaggio da viaggio che fosse il più similare possibile alla rappresentazione mentale di un modello che avevo in testa già da un pò: un italiano capellone e spettinato che viaggia da solo con 3 canoe al seguito, sponsorizzato e completamente innamorato della vita, che parla abbastanza lingue da farsi capire in ogni occasione, noncurante dei possibili rischi o pericoli che possono trascendere da una simile avventura, che sceglie la direzione e il colore da far prendere al viaggio la mattina al risveglio, evitando qualsiasi forma di organizzazione pianificata, che decide di lasciarsi totalmente andare e farsi guidare dal caso, dall’istinto, da delle antenne impostate per trasmettere e ricevere solo il meglio delle vibrazioni, e dalla folle successione degli eventi che spesso capita a chi non ha davvero nulla da perdere. Tutto questo con un sacco di obbiettivi da raggiungere, pochi soldi in tasca e un irrefrenabile ottimismo ed entusiasmo scaturito dal fatto di essere dall’altro capo del mondo senza conoscere nessuno, e senza che nessuno ti conosca. Non mi sono mai divertito tanto ragazzi!

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E questo ricettario di personalità ha creato un soggetto molto particolare che riusciva a guadagnarsi facilmente la fiducia e l’amicizia di tante persone conosciute lungo il proprio cammino, creando relazioni intense, interessanti ed arricchenti, facilitate dalla consapevolezza dell’ esigua temporalità della mia permanenza. Mi sono cucito questo ruolo sulla pelle, inventandomi ogni giorno nuove sfide da vincere, obbiettivi da raggiungere, cercando di vedere il mondo che mi circondava con gli occhi di un bambino, privi di giudizi o paure, solo con la voglia di interagire con il mondo, che sembrava tanto vicino e caloroso da poterlo cingere in un solo abbraccio.

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3)Il viaggio è libertà:

Più della canoa, più dell’adrenalina, dell’amore per la natura, è la libertà che scaturisce dal viaggio la vera sostanza che accende la mia linfa vitale più assoluta e profonda. Era da ormai quattro anni, data alla quale associo il mio rientro in Italia, che sentivo il bisogno di vivere un avventura che mi facesse ritrovare me stesso. Vagare con lo sguardo e perdersi in un mare di pensieri. Percorrere chilometri di strada e di riflessioni. Prendersi semplicemente il tempo per capire chi sei. Cosa vuoi. Cosa cerchi. Reindirizzare il cammino della propria vita verso la direzione che hai consapevolmente scelto di scegliere. Reinventarsi. Vivere.

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Il Cile è un paese che ti aiuta genuinamente a seguire questa filosofia, che mette a tua disposizione gli scenari più belli, i fiumi più divertenti, le strade più particolari, le persone più aperte. Scegliendo di viaggiare con il solo aiuto di bussola e cartina, e di conseguenza perdendo periodicamente il cammino e finendo in posti assolutamente a caso, sono comunque riuscito a mantenere un filo conduttore; che mi ha fatto incontrare le persone più belle; che mi ha regalato i tramonti più colorati; che mi ha fatto battere forte il cuore. Che mi ha permesso di finire fino in Patagonia.

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La Patagonia ragazzi. L’unico modo per capirla è vederla. Incredibile. Vi racconto solo questa storiella prima di chiudere: imbarco alle 9 di mattina, quattro ragazzi gasati come non mai che si apprestano a scendere sulle impetuose acque del Rio Futaleufù, uno tra i più belli e scenici e famosi e grossi fiumi del Cile. Sette ore in acqua. Molte delle quali a remare sull’acqua piatta e liscia che scorre tra le montagne più imponenti e sacre che abbia avuto la fortuna di vedere. Un vero e propio viaggio nel viaggio, uno scivolamento che segue l’acqua e che arriva nella profonda cavità della tua anima. Un viaggio mistico, che si è concluso nel più spirituale dei modi. Dopo aver affrontato tutte le rapide con successo ed arrivare finalmente alla spiaggetta dello sbarco, si alzano in celo due Condor, animale sacro Mapuche e molto raro da avvistare. Volteando in cerchio e prendendo lentamente quota, si sono lasciati ammirare nella loro maestosità per parecchi minuti prima di scomparire tra le vette patagoniche. E mentre i due animali volavano in celo, lì, nel bel mezzo di quel meraviglioso nulla, l’ho trovata. La grande morale: non avere paura di sognare. Non smettere di sognare. Tutto è alla portata della tua mano, e se ci credi veramente,  la corrente degli eventi ti sorreggerà e trasporterà e aiuterà e fluirà con te. Mantieni quella naturale e primordiale voglia di crederci. E vivili.

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Vorrei riportare qui una poesia scritta su cartaigenica da un “viaggiatore ignoto” e attaccata sullo specchio di una vecchia casa dove ho passato una notte in Patagonia. Mi sembra il migliore dei modi per chiudere questo capitolo della mia vita:

“Life is whispering in your ear,
Every single moment of every day,
You are just where you need to be.
You are just who you need to be.
You signed up for the most crazy and incredible of adventure,
Life.

Trust The curriculum”

Exo Kayak – Jacques Gilardone

La Bussola Magnetica

2017-01-18T19:04:11+00:00 Categories: News, Non categorizzato, Team Blog, Team Crew|

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Cari Amici,

Avendo perso il contatto con il mondo circostante ma soprattutto con il tempo, ricomincio a scrivere delle mie avventure, per chi potesse essere interessato a leggerle, con un bel po’ di ritardo.
Prima di tutto, vorrei precisare che la mia assenza dal web non e’ stata dettata dalla pigrizzia o dalla prolungata modalita’ “Vacanza Style”, bensi dal contrario: una continua e costante energia ha pervaso la mia mente e il mio corpo e sono stato letteralmente inghiottito dal mio presente. I giorni, i luoghi, le persone incontrate, i kilometri di strada, i fiumi discesi, le strette di mano e soprattutto i sorrisi. Tutto si mischia e si colora e si muove dentro di me. L’effetto? Vivere un flusso di emozioni cosi forte e perpetuo da farmi sentire spiazzato. Sentirmi pervaso da una calma suggerita da un  istinto che mi permette continuamente di trovarmi nel posto giusto al momento esatto. Come guidato da una bussola invisibile che mi fa trovare la mia strada magneticamente.
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Mi e’ capitato di vivere troppe situazioni diverse da poter racchiudere in una pagina senza farvi addormentare, cosi mi sono umilmente preposto di raccontarvi per punti quanto meraviglioso e’ questo paese e quanto facile sia viaggiare, se come cartina decidete di usare il cuore e per scegliere la vostra direzione, vi lasciate semplicemente trasportare dalla corrente che fluttua in questa parte di mondo.

1)Il viaggio.

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Lasciare le mie “casette”(avro’ sinceramente avuto piu’ o meno 4 o 5 posti che posso chiamare “casa”),
la mia nuova famiglia e i miei amici sparpagliati tra Concon, Viña del Mare e Valparaiso, e’ stato molto piu difficile del previsto. Insieme alla mia nuova macchina/letto, coetanea di mia sorella e soprannominata affettuosamente la Golosa, mi sono diretto prima al Cajon del Maipo, dove ho avuto finalmente l’occasione di remare il mio primo fiume Cileno. Da li’ ho raggiunto la famosa capitale del Surf Pichilemu,
dove ho decisamente imparato a temere e rispettare la potenza del mare a suon di schiaffoni e rullate epiche. Altro che quinti gradi sui fiumi, la gran strizza provocata dalla mostruosa taglia di quelle onde ti permette di raggiungere un livello di adrenalina pazzesco, quando e se finalemente riesci a sfrecciare e surfarle con la canoa surf Xw. Nonostante siano passate parecchie settimane ho ancora l’acqua del mare su per il  naso!

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Attraverso lunghe strade sterrate o raggiunto poi il lago Vichuquen, uno dei posti piu belli mai visti, consiglio vivamente a chiunque di farci un giro. Un posto davvero magico. Dopodiche, prima gara e Riverfest a Los queñes, andata alla grande, poi scoperta di paesaggi mozzafiato sul Ñuble a San Fabian, per poi arrivare a Pucon giusto in tempo per il Puesco Fest, festival molto bello e molto Hippie nella profonda giungla montagnosa cilena, patronata da organizzazioni Mapuche (i veri Locals delle Indie Cilene) e per la tutela dei fiumi / prevenzione da progetti idroeletrici. Questi ultimi sono purtroppo una realta forte e potente in Cile e praticamente tutti i fiumi sui quali ho navigato sono in qualche modo a rischio. Se avete due minuti vi prego, informatevi sulla difficile situazione nella quale si trovano i fiumi qui, e firmate petizioni contro le dighe, ci sono molti siti che cercano di tutelare queste meraviglie sul web.

2) I Cileni
Non posso non parlare di loro. Quelli che ho incontrato sulla strada? Tra le persone con il cuore piu’ grande che abbia conosciuto per il mondo. La valuta di scambio? Il sorriso. La voglia di vivere e di poter aiutare a vivere? Commovente nella semplicita’ e quotidianeita’ del gesto. Questo non e´assolutamente un paese in via di sviluppo, anzi per qualita’ di vita supera secondo me facilmente il nostro stivale. Forse girano meno soldi (almeno dove sono stato io, Santiago e’ quindi esclusa…) ma questo rende la popolazione piu’, come dire, vera, sincera, umile, semplice. Non avete idea di quante volte, chiedendo informazioni a persone a caso per il Cile, mi sia ritrovato aiutato solo per la forma cortese con la quale formulavo le mie domande, per la voglia che lascio sempre trasparire di voler conoscere in profondita’ questo popolo che tanto mi affascina. Le persone incontrate sono felici, vivono seguendo la vocina dettata dal cuore piuttosto che quella razionale, redditizia, remunerativa. Le vecchiette che, felici di avere un po di compania, spolverano il loro divano e mi preparano delle colazioni da urlo. I canoisti che, a fine di ogni discesa o avventura, mi abbracciano sempre i modo fraterno. Estranei che, con i loro sorrisi, mi guidano o mi suggeriscono la strada che si rivela sempre essere quella giusta, non per trovare qualcosa di specifico. Solo per continuare a essere felici.

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3)Fiumi e Canoe

Anche su questo punto, una mano invisibile mi guida. Finisco davanti ad una casa, ad una persona, ad un luogo. Sento un accellerazione cardiaca repentina. Un calore che affiora. Una calma che si diffonde dentro di me. Un sorriso che nasce sincero. Questa e’ piu o meno la formula che mi permette di incontrare canoisti in giro per il Cile, le persone giuste per sentirmi sicuro e allo stesso tempo per affrontrare le rapide piu impegnative che ci siano. Cileni felici e fieri di mostrarmi i loro fiumi, i loro passaggi, i loro posti segreti, riappagati dalla faccia da ebete che mi viene quando sono incredulo e toccato da tanta bellezza. In questo momento invece la mia squadra e’ formata nientepopodimeno che da i migliori canoisti europei, Mariann Saether, Ron Fisher, Julian Stocker, Ben May e molti molti altri.
Facendomi trovare presente alle gare che si organizzano periodicamente tutti i weekend in diverse localita’ cilene, ho anche conosciuto una grandissima quantita’ di canoisti di fama planetaria, ed e’ davvero appagante scendere tutti insieme su queste rapide condividendo la stessa gioia di vivere e pagaiare.

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4)Lavoro e T-Rex.
Questa canoa mi ha cambiato l’esperienza di discesa. Mai, prima d’ora, mi sono sentito tanto sicuro, veloce, preciso e aiutato da una barca. Mi permette di affrontare tutte le rapide come se fossero di una grado di difficolta’ inferiore. E quanto mi diverto! Mi ha davvero permesso di fare quel salto di qualita’ canoistico al quale tanto puntavo e agognavo.
Quando torno, prometto vi faro’ vedere un po’ di video che affermano e rafforzano questo punto piu di mille parole.
E, udite udite, sono stato fortunato anche negli incontri lavorativi! Ora, sulle roventi sabbie di Concon, potete trovare i prodotti Exo venduti in un negozietto che guarda direttamente le onde del Pacifico. Anche a Pucon, capitale indiscussa del Kayak estremo, siamo approdati nel negozio “Kayak Chile” di Ben May, che guardacaso ho avuto la fortuna (fortuna o bussola magnetica??) di incontrare due sere prima del nostro prefissato appuntamento e con il quale ho stretto una buona amicizia. E che mi permette di campeggiare davanti alla porta di casa sua che, guardacaso, e’ l’imbarco preciso del Palguin alto, ossia senza dubbi il mio nuovo fiume preferito. Sono a meta’ del mio viaggio ed ho, ora, parecchi contatti per proseguire sulla buona e soleggiata strada che mi portera’ in Patagonia!

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Vi ringrazio per l’attenzione e vi invito a continuare a passarmi tutta l’energia e la fortuna che sento fluire dentro di me, mandatami da voi oltreoceano. Cerchero’ di essere un poco piu affidabile sulla continuita’ delle pubblicazioni, anche se la mia priorita’ continua ad essere quella di volermi´perdere ad ogni costo, sentendomi infine ritrovato nella profondita’ di me stesso e di questo paese per il quale sono senza dubbio innamorato pazzo.

 

Jacques Gilardone

 

 

 

 

Cile: Una Nuova Avventura

2017-01-18T19:05:23+00:00 Categories: Creative, Eventi, News, Non categorizzato, Team, Team Blog, Team Crew|

L’inizio

Cercare di tirare le somme alla fine della mia prima settimana nell’emisfero Sud è un compito assai arduo. Nonostante non abbia ancora infilato la mia pagaia nelle turbolenti acque Cilene, motivo per il quale lasciai la mia bella casetta sulle Alpi felice come una pasqua, me ne sono capitate davvero di tutti i colori. Vorrei quindi, se avete qualche minuto da dedicarmi, raccontarvi settimanalmente quello che sto vivendo, conoscendo, imparando, cercando di trasmettervi un pochino della mia felicità e qualche informazione su quello che a tutti gli effetti è già diventato il mio paese preferito al mondo.

Prima di tutto, perché sono in Cile? Ovviamente per placare la mia dipendenza da viaggio e la mia ricerca di avventura. Senza dubbio per scendere sui fiumi che da anni infestano i miei sogni più belli. Ma anche e soprattutto per conoscere nuove persone, per aprire contatti lavorativi e commerciali per Exo e riuscire a capire se posso essere di qualche utilità nel riuscire a penetrare il mercato cileno dell’alto corso. Tutto ciò però, vorrei riuscire a realizzarlo a modo mio: senza creare piani, seguendo il mio istinto e valutando giorno per giorno il da farsi, restando sveglio, attivo e con le antenne ben aperte per entrare in connessione il più possibile con questo posto magico. Dimostrando allo stesso tempo a me stesso e a coloro che ancora ne dubitano che il mondo è cambiato, e che per avvicinarsi alla sua essenza, per sentirsi un tutt’uno con esso, bisogna cercare e seguire l’onda del momento vivendo giorno per giorno la vita come se fosse la più grande delle avventure. Già solo avere l’opportunità di provarci è un dono e non ringrazierò mai abbastanza tutti coloro che mi aiutano e coloro che credono in me per l’opportunità che mi stanno dando.

Sull’onda di questa apparente pace interiore auto-inculcatami e un bel pò di spregiudicatezza, arrivai bello tranquillo e palliduccio all’aeroporto di Santiago carico come un mulo, con kayak, pagaia, due borse di attrezzature e uno zainetto con mutande calze magliette appallottolate sapientemente da mia sorella qualche ora prima. Dovevo aspettare da qualche parte in aeroporto il mio contatto, Stefano, che mi avrebbe aiutato a muovere i primi passi in terra Cilena. Non avendo idea di quando potesse arrivare, mi misi in mezzo alla hall centrale con la canoa alzata, suscitando subito parecchio interesse. Mi resi conto subito di essere approdato in un paese nuovo e meraviglioso: non avete idea di quanta gente mi abbia proposto aiuto, ospitalità, cortesia, amicizia. Seguendo il vecchio consiglio di mia mamma di non accettare caramelle dagli sconosciuti, mi limitai a ringraziare gentilmente tutti i miei benefattori  ed a segnare minuziosamente contatti e indirizzi che ben presto riempirono 2 o 3 pagine del mio diario immacolato. Finalmente, dopo qualche ora, arrivò Stefano e cominciò una serie di peripezie che vale la pena raccontarvi. In Cile, se sei cortese, simpatico, gentile e determinato, puoi ottenere pressapoco tutto quello che vuoi. Ci aprimmo la strada dall’aeroporto a Vina del Mar, pressapoco 150km sulla costa da Santiago, a suon di sorrisoni. Caricammo la canoa su 3 autobus e sul tetto di una macchina (con coperta a mò di portapacchi) con una semplicità disarmante, arrivando a casa di un caro amico di Stefano, Santiago, che ci accolse insieme alla sua famiglia in tal grandezza da far passare Cicerone un vero principiante. Ti rendi conto di essere in un posto speciale quando sei lontano da casa ma ti sembra di esserci appena arrivato.

La gentile famigliola Cilena si propone di ospitarci e darci un letto di appoggio fino a quando non saremmo riusciti a trovare un auto adatta ai miei spostamenti verso sud. Sino a quel momento, la gentilezza e il modo di accettarmi come un nuovo membro della loro famiglia mi ha letteralmente scaldato il cuore.

Nonostante ciò decisi comunque di spostarmi qualche sera in un ostello a Vina del Mar per non approfittare troppo della loro amicizia. Nome dell’ostello: Columbia. Esperienza vissuta: Incredibile. Appena fatto il check-in, lasciai lo zaino su una cuccetta verso le sette di sera e andai a bere una birra sulla balconata comune. Incontrai 4 o 5 ragazzi e cominciò la serata. Quando rifeci caso all’ora erano le 11 e il balcone era stracolmo di gente, soprattutto locali che avevano semplicemente scelto l’ostello per iniziare la loro festa. Devo ammettervi che i miei ricordi della serata diventano molto vaghi dalla mezzanotte in avanti ma sono quasi sicuro di essere andato a ballare il reggeaton e altra musica sudamericana in una piccola discoteca sul mare. Di come sono riuscito a tornare in ostello a fine serata, solo e non sapendo da che parte fossi girato, rimane un mistero. Non ho riportato segni o graffi di alcun tipo, quindi tutto ok.

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Nel giorno seguente e per parecchi altri a seguire, ho stretto una bellissima amicizia con un gruppo di 5 ragazzi del posto, che mi hanno introdotto dal di dentro alla vera vita cilena, ospitandomi la notte e aiutandomi a trovare tutto quello di cui ho bisogno durante il giorno. Un gruppo di fratelli pronti ad aiutarmi in qualsiasi momento, in nome di una amicizia acerba ma fondata sullo stesso principio di valore della vita: imprevedibile ma meravigliosa.

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A parte la qualità/quantità del divertimento e della festa Cilena, argomento poco appropriato in questo luogo, le mie giornate si dividano in tre attività principalmente. La prima è basata sulla ricerca di una macchina nei dintorni di Santiago (ricerca che si sta avverando molto più lunga, cara e ardua del previsto) insieme al grande e infermabile Stefano, che ringrazio di cuore per farmi da padre premuroso e da amico sincero.

La seconda è la scoperta delle meraviglie turistiche che mi circondano. Vorrei a questo punto soffermarmi un secondo sulla bellezza e particolarità di Valparaiso. Se per caso avete l’intenzione di viaggiare in Cile, Valpo deve essere assolutamente una delle vostre tappe. La città più colorata, cosmopolita, arroccata e vera che abbia visto negli ultimi anni.

La terza invece, (mi verebbe da dire “purtroppo” ma non vorrei prendere una valangata di insulti) lo sto dedicando a lavorare” in “spiaggia. Eh sì, mi tocca surfare con la bellissima Xw della Exo, la canoa surf pinnata con la quale sfreccio tra i locals e faccio promozione nelle scuole  o ai noleggiatori sulla spiaggia. Vi prego di non odiarmi per questo. Sono persino riuscito a conoscere una delle leggende locali del surf (immancabilmente rasta), che mi ha fatto da cicerone nella comunità (bella grande) di surfisti del posto e che mi ha regalato una delle esperienze più belle ed intense della mia vita. Per i surfisti, mostrare il proprio spot segreto è un atto di grande rispetto e fiducia: il suo spot farebbe impallidire le foto sulle riviste di viaggio che ci fanno tanto sbavare a casa. Spiaggia nascota/palmata/di difficile accesso. Onde perfette, luuuunghe, alte fino a 3 metri, e cristalline. Località di riproduzione di foche e leoni marini che – letteralmente – giocavano a surfare le stesse nostre onde (la prima volta che mi è sbucata affianco la facia paffuta e baffuta di una foca, ho preso un tale spavento che ho dato l’accelerazione più incredibile della mia vita ad una canoa). Cheddire, una di quelle giornate che ti ritorneranno in mente fino a quando resterai in vita.

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Continuerò con questo duro tenore di vita improvvisante per un paio di mesi. Ora la priorità è la macchina con la quale inizierò definitivamente il mio viaggio alla ricerca dell’acqua bianca.
Vi lascio dunque per un poco, ringraziandovi per il tempo concessomi e augurandovi di non aver paura di rincorrere i vostri sogni. Sono molto più reali di quanto possiate immaginare.

Jacques Gilardone